ecco come climatizzare un appartamento senza esporre l’unità esterna

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In città è molto frequente che non vi sia disponibilità di un luogo all’esterno dell’abitazione ove esporre l’unità esterna del climatizzatore. Un impianto di climatizzazione è composto da una sezione condensante che viene normalmente esposta all’esterno del luogo da climatizzare e che scambia temperatura con l’aria esterna, ed una sezione evaporante che viene normalmente posizionata all’interno del locale e che scambia temperatura con l’aria dell’ambiente che si vuole trattare. Questo è schematicamente un impianto di condizionamento ad espansione diretta, condensato ad aria e rappresenta la grande maggioranza degli impianti esistenti nella nostra area geografica. Ci sono però altri sistemi di condensazione che non comportano lo scambio termico con l’aria esterna, ma ad esempio con acqua di falda o di pozzo. In città è difficile trovare acqua di pozzo o quantomeno è troppo costoso scavare un pozzo per un impianto individuale. Può essere invece conveniente realizzare un pozzo se si vuole costruire un impianto di condizionamento dell’aria di un condominio o di una struttura di dimensioni importanti, come ad esempio un albergo o un palazzo di uffici. Diversamente, per fare fronte ad esigenze di dimensioni contenute l’acqua di falda fornita dall’acquedotto è un sistema ragionevolmente accettabile per condensare il gas frigorigeno e quindi evitare di posizionare uno scambiatore esterno. Niente unità esterna in facciata, ma una unità normalmente dalle dimensioni più contenute posizionata all’interno dei locali, magari in bagno, collegata all’impianto idrico da un tubo di carico e un tubo di scarico. Questo sistema assicura anche un consumo energetico molto inferiore a quello di un tradizionale impianto ad aria e il consumo di acqua è abbastanza contenuto, quindi se in aree dove l’acqua è disponibile in abbondanza, come a Milano, si può certamente pensare di scegliere questa soluzione. Attenzione però a cosa si acquista, poichè la maggior parte delle macchine offerte dal mercato è privo della tecnologia inverter, che non vuole dire capace di fare anche caldo, ma piuttosto di adeguare il consumo energetico alla richiesta di temperatura, eliminando gli spunti di un motore elettrico che sono causa di grandi consumi e comportano la necessità di un contatore elettrico più potente, a discapito dei costi di esercizio. Direi che questo è un buon sistema, unico vero difetto il maggior costo, dettato da un impianto leggermente più complesso e, soprattutto, dal fatto che queste macchine costano più care e sono molto più difficili da reperire sul mercato.

 

Posted on 8 febbraio 2012

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