STACCARSI DALL’IMPIANTO DI RISCALDAMENTO CENTRALIZZATO

Sono sempre di più coloro i quali desiderano staccare il proprio circuito di riscaldamento dall'impianto centralizzato. Non succede quasi mai che l'assemblea condominiale si pronunci accettando tale intenzione, anzi normalmente  si adopera per bloccarla. In realtà non si capisce per quale ragione visto che tale atto non comporta nessun aggravio di spesa per il condominio, ma, eventualmente, un risparmio energetico per coloro i quali decidono di staccarsi.

Le condizioni che permettono tale azione sono che non vi siano aggravi di costo per il condominio e che il distaccato continui a partecipare ai costi di manutenzione dell'impianto condominiale.

La prima condizione è quasi sempre soddisfatta, poichè il distacco comporta semplicemente che non fluisca più acqua calda nelle tubazioni dell'appartamento e che nelle stesse fluisca acqua calda autoprodotta con altra sorgente termica; sostanzialmente è necessario che nell'appartamento distaccatato venga mantenuta una temperatura minima durante il periodo freddo, affinchè i confinanti non abbiano a subire un danno dovuto al raffreddamento delle pareti.

La seconda condizione verrà soddisfatta per forza in quanto regolata dal diritto.

Il 3 aprile 2012 la Cassazione ha emesso la sentenza n° n.5331 con la quale ha statuito che il condomino dell’unità immobiliare distaccata dall’impianto centralizzato, ha obbligo di partecipazione alle spese per la conservazione dell’impianto, è tenuto a partecipare a quelle di gestione, se e nei limiti in cui il suo distacco non si risolve in una diminuzione degli oneri del servizio di cui continuano a godere gli altri condomini. Si evince anche il principio secondo cui il condomino può legittimamente rinunciare all’uso del riscaldamento centralizzato e distaccare le diramazioni della sua unità immobiliare dall’impianto termico comune senza necessità di autorizzazione od approvazione degli altri condomini.

Le ragioni per le quali molti condomini vorrebbero staccarsi dall'impianto centralizzato sono molteplici, a volte basate su considerazioni ben fondate e a volte su semplici preconcetti che andrebbero sfatati.

L'impianto centralizzato non sempre è poco efficiente e non sempre è peggio di un impianto autonomo. In realtà un buon impianto centralizzato potrebbe essere più efficiente, se ben fatto, se alimentato da centrale efficiente, se ben suddiviso e se controllato perifericamente.

Così di solito non è. Soprattutto negli impianti costruiti sino a non molti anni fa, dove non vi era molta attenzione all'efficienza energetica, alla coibentazioni delle tubazioni e dove il controllo climatico era centralizzato, con conseguente, spesso, grande sbilanciamento termico all'interno delle differenti realtà dei singoli appartamenti. Questa cattiva distribuzione delle temperature è importante causa di sprechi in quanto induce chi si trova in ambiente troppo caldo a rinfrescarlo aprendo la finestra e quindi disperdendo energia verso l'esterno, quando probabilmente altri non riescono a raggiungere la temperatura desiderata. Proprio questi ultimi sono i più interessati a separarsi dall'impianto condominiale e dotarsi di impianto autonomo. Il legislatore, ad evitare il protrarsi di sprechi energetici come l'apertura delle finestre ha stabilito un termine entro cui i condomini dovranno dotarsi di controllo termostatico dei terminali, con contabilizzazione del consumo.

Da quanto descritto appare evidente che sia possibile staccarsi dall'impianto del condominio e dotarsi di un impianto autonomo, magari capace di riscaldare in inverno e di rinfrescare in estate.

Ma come farlo?

Solitamente i condomini dotati di impianto centralizzato hanno condutture portanti verticali che, piano per piano, alimentano rispettivamente uno o pochi radiatori e in questo caso il distacco comporta la necessità di creare una nuova rete di distribuzione dell'acqua, se con acqua si intende continuare a riscaldare gli ambienti. E' infatti possibile riscaldare un ambiente con differenti tecnologie, anche se le più utilizzate utilizzano acqua calda.

I sistemi per produrre acqua calda sono molteplici e, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, la caldaia non è tra i più efficienti. Sempre con energia prodotta dal gas esistono pompe di calore ad assorbimento e pompe di calore con ciclo di Carnot azionate da motore endotermico, oppure pompe di calore elettriche, magari associate a pannelli solari termici o fotovoltaici. Le possibilità sono davvero tante e un professionista del settore potrebbe certamente essere di grande aiuto nella scelta, in funzione del luogo geografico, degli spazio a disposizione, degli ambienti da trattare e degli spazio a disposizione.

E' il nostro lavoro e siamo a disposizione di chi volesse interpellarci per una valutazione di fattibilità a di costo.

59 risposte a “STACCARSI DALL’IMPIANTO DI RISCALDAMENTO CENTRALIZZATO”

  1. Una mia amica, con un appartamento al piano attico in un palazzo di 4 piani, a Roma, dopo ripetute richieste di sistemare l’impianto di riscaldamento condominiale perchè i radiatori del suo appartamento erano sempre tiepidi, si è staccata ed adesso finalmente ha il calore giusto.
    Il Condominio (11 appartamenti in tutto, compreso l’attico staccato) esige il pagamento dei consumi.
    Io sono il C.T.P. e trovo una certa difficoltà a dimostrare che non esiste l’aggravio di spesa a carico degli altri condòmini e che non derivi squilibrio termico pregiudizievole per la regolare erogazione del servizio per gli altri. Vorrei qualche consiglio. La mia amica deve pagare le spese di mantenimento dell’impianto comune, logicamente, ma non è accettabile che vada a pagare, complessivamente, più della metà di quanto paga un altro appartamento equivalente come cubature e come quantità di termosifoni.
    Chiedo un consiglio su come debbo procedere.
    Frazie
    Ing. Francesco Giandinoto

    • climarossi scrive:

      Chiedo scusa per il ritardo nella risposta dovuto al periodo di grande carico di lavoro.
      In riferimento alla sua richiesta, la legge prevede che a carico del condomino staccato venga attribuita la quota di mantenimento dell’impianto e di eventuali lavori di modifica o ripristino, ma non venga attribuita quota di consumo.
      Se l’appartamento di cui trattiamo è un attico, quindi all’ultimo piano, è facile immaginare che il suo distacco non possa essere motivo di aggravio dei costi degli altri condomini, a patto che l’appartamento in oggetto venga mantenuto a temperatura adeguata. Se l’attico venisse chiuso e non più riscaldato ciò determinerebbe un peggioramento delle condizioni dei confinanti,
      Temo che sia a vostro carico l’onere di dimostrare a mezzo di relazione tecnica di termotecnico abilitato che non vi sia squilibrio nell’impianto condominiale, fatto di cui non credo ci possano essere dubbi.
      Cordiali saluti
      Federico Rossi

  2. elio bertin scrive:

    Cerco installatore per impianti condominiali di riscaldamento centralizzato controllato.
    Regione liguria Chiavari – Santo Stefano D’aveto.

  3. Silvio Mazzella scrive:

    Chiedo la vostra opinione per il mio caso di distacco dal riscaldamento centralizzato.
    Nel 2009 ho acquistato un appartamento all’ultimo piano di una palazzina di quattro piani per 12 unità abitative. In occasione dei lavori di ristrutturazione ho richiesto al condominio la possibilità di staccarmi che questi mi hanno concesso a seguito di un onere corrispondente del 30% delle spese di consumo, per cui ho effettuato il distacco e ho pagato la quota stabilità. In applicazione della nuova normativa posso chiedere di sospendere il pagamento e può il condominio subordinarlo alla verifiche mediate perizia che non può più essere applicata?

    Grazie
    Silvio Mazzella

    • climarossi scrive:

      Potete solo commissionare una perizia per verificare la quota di spese comuni, ma tanto i costi di manutenzione ordinaria e straordinaria, quanto i costi per le parti comuni sono comunque a vostro carico

  4. Giorgio scrive:

    Buongiorno, il mio è l’ultimo di 8 appartamenti (mi trovo al piano terra ed è l’ultimo del circuito di mandata dalla caldaia ” a gasolio”). Durante il periodo invernale non ho mai una temperatura ragionevole.. Fino ad oggi mi son lasciato convincere a montare elettrovalvole ed a spendere per far monitorare il corretto funzionamento della caldaia. Ora ho comunicato con modo fermo all’amministratore la mia intenzione di sgancio, ma mi chiede una lettera dall’avvocato e dice che devo chiamare un termotecnico che certifichi il fatto di non arrecare danno agli altri. é corretto secondo Voi? L’appartamento ha già la predisposizione corretta per una caldaia a gas da 10 anni…

    • climarossi scrive:

      Non serve coinvolgere alcun avvocato. Certamente possono chiedere una certificazione da termotecnico abilitato che attesti l’assenza di danni al condominio. Il fatto poi che la caldaia condominiale sia ancora alimentata a gasolio, oltre che essere un fatto estremamente discutibile dal punto di vista energetico è negativo per l’impatto sull’ambiente e sul portafoglio. Installi pure una caldaia a gas o, meglio, una pompa di calore che consuma meno e inquina meno.

  5. Emanuele scrive:

    Salve,
    Vengo subito al punto, vorrei distaccarmi dalla centrale termica a gasolio del mio condominio, e sostituire l’impianto attuale con una soluzione a pompa di calore privata, però nel condominio vorrebbero sostituire la vecchia centrale con una nuova sempre centralizzata a metano, nel qual caso chiedo se sarei tenuto a partecipare ai costi di sostituzione della caldaia centralizzata visto che sarei già distaccato.
    Grazie

    • climarossi scrive:

      In caso di distacco dall’impianto centralizzato, salvo certificazione da parte di tecnico abilitato che il condominio non abbia danno, il distaccante resta tenuto a partecipare alle spese di manutenzione ordinaria e straordinaria dell’impianto. Pertanto la sostituzione della caldaia verra addebitata a tutti i condomini, anche a chi si è distaccato.

  6. Marco Deserra scrive:

    riscaldamento centralizzato come consigliere avrei bisogno un preventivo per caldaia a condensazione cordiali saluti in fede MarcoDeserra

  7. Maria Elvio scrive:

    Buongiorno, il mio stabile di 3 appartamenti (un appartamento a piano terra di millesimi 211, un appartamento al primo piano di millesimi 380 e un appartamento al secondo e ultimo piano di millesimi 409 di cui sono proprietaria), ha un riscaldamento centralizzato a gasolio. Vorrei chiedere se il fatto di possedere la quota millesimale superiore influisce sulla possibilità di un eventuale distacco dal riscaldamento centrale. Grazie.

    • climarossi scrive:

      Lei ha un appartamento al piano superiore e questo gioca a suo favore, ma bisogna considerare che da quanto vale in millesimi si tratta di una quota considerevole dell’esigenza termica complessiva. Una caldaia a gasolio che mi pare di vecchia costruzione non ha grandi capacità di modulazione e questo comporterebbe un certo spreco per gli altri condomini. E’ difficile dirlo senza vedere stabile e centrale termica. Certamente state spendendo una cifra importante per il riscaldamento. Allego una copia di comparazione dei costi di gestione riferita a differenti fonti di temperatura, indicando il costo di kWh termico:
      Caldaia atmosferica a GPL € 0,193
      Caldaia atmosferica a metano € 0,149
      Caldaia premiscelata a GPL € 0,142
      Caldaia premiscelata a metano € 0,110
      Caldaia a condensazione a GPL € 0,132
      Caldaia a condensazione a metano € 0,102
      Caldaia a condensazione a gasolio € 0,134
      Caldaia a gasolio € 0,219
      Caldaia a pellets € 0,072
      Pompa di calore con COP 3 € 0,087
      Naturalmente questi valori sono riferiti a una situazione specifica e possono variare da un caso ad un altro, ma resta fermo il fatto che con una caldaia a gasolio si spende molto più che con una pompa di calore.

  8. butti carlo scrive:

    Nel condominio è centralizzata l’acqua calda sanitaria. Nel mio appartamento arriva il tubo, c’è una serranda a sfera e poi il contatore. Sulla base dei consumi viene addebitata la relativa quota e le spese generali dell’impianto. Nel 1998 ho ristrutturato l’appartamento sostituendo tutte le tubazioni (escluse quelle del riscaldamento centralizzato,installato uno scaldacqua (rispettando le norme come da certificazioni), chiuso il rubinetto prima del contatore e riscaldo l’acqua autonomamente ma continuo a pagare le spese dell’impianto centralizzato. Dopo 15 anni il nuovo amministratore mi dice che non ho chiesto l’autorizzazione e chiede la rimozione dello scaldacqua. Con la nuova legge 220/2012 non èmia facoltà mantenermi il mio scaldacqua.Grazie

    • climarossi scrive:

      Direi che, avendo un contabilizzatore dei consumi di acqua calda sanitaria,il condominio potrà solo addebitare le quote comuni e rassegnarsi a rilevare che il consumo della sua utenza è pari a 0. Non mi sembra ragionevole pretendere la rimozione dello scaldabagno installato, salvo che questi crei problemi al condominio.

  9. alessandra scrive:

    buonasera, io abito al piano attico e attualmente l’impianto di riscaldamento è centralizzato. posto che ho già avuto il consenso dal condominio a poter staccare l’impianto e posto che ho già predisposto l’impianto autonomo, vorrei sapere che tipologia di lavoro devo effettuare sui termosifoni ad oggi esistenti affinchè ci sia il distacco dall’impianto centralizzato.
    inoltre devo comunque fornire una relazione tecnica che stabilisca che il distacco non comporta un aggravio di spese per il condominio, mi sapete dire in cosa consiste tale relazione?
    grazie

  10. Frediana scrive:

    Buonasera.
    Volevo avere un’informazione se fosse possibile. Sono l’inquilina di un negozio a Torino.
    Il costo del riscaldamento per un negozio di 25 mq davanti e 35 mq di retro è di € 800. Ovviamente dovendo lavorare al contatto con il pubblico sono sempre davanti. L’unico termosifone che ho nei 25 mq è vicino alla porta ed è composto da 2 blocchi. Il negozio fa parte di uno stabilimento degli anni 40 più o meno e da allora non è mai stato cambiato l’infisso. Ovviamente spifferi ovunque … fa sempre freddo d’inverno e anche l’anno scorso ho dovuto comprare una pompa di calore da mettere vicina al bancone dove lavoro per cercare di sopportare le fredde temperature invernali. Quest’anno mi rifiuto di dover pagare una somma del genere per un servizio che non serve, oltre alle bollette della luce altissime (la pompa di calore usa molta corrente). E’ possibile chiedere il distacco?!?
    Se la risposta fosse positiva, come devo procedere? Esiste un modulo da poter inviare all’amministratore di condominio tramite pec o raccomandata?
    Attendo una Vostra gentile risposta.
    Sinceri saluti
    Frediana

    • climarossi scrive:

      Il distacco è certamente possibile; dovrà rimuovere i radiatori e saldare i tubi che li alimentano. Continuerà a pagare la quota relativa alle parti comuni. Ha un’alternativa nella sostituzione del piccolo ed insufficiente radiatore con uno più grande.
      La pompa di calore consuma corrente, ma consuma meno di una caldaia se è efficiente e correttamente installata. Naturalmente il riscaldamento con aria, convettivo, è molto diverso da quello di un radiatore ed è molto importante la scelta del tipo di pompa di calore. Se ha installato uno split a parete ha fatto una scelta certamente inadeguata ancorché più economica. Lo split a parete è funzionale se la necessità è di raffrescare, ma non è adatto a fornire riscaldamento poichè tende a riscaldare la zona alta del locale; l’aria fredda entra dalla porta e riempie la zona inferiore del locale, come acqua in un catino. La differenza di temperatura dell’aria riscaldata e di quella che entra ogni qual volta si apre la porta crea una zona di separazione che non permette il mescolamento dei fluidi con diversa densità, il caldo rimane in alto e il freddo rimane in basso.

  11. Andrea scrive:

    Complimenti per il bel sito e per il blog che ho trovato su google.

  12. dino scrive:

    salve io vorrei distaccarmi dall’impianto centralizzato(premetto che ho il doppio impianto), vorrei sapere se l’idraulico mi può mettere solo i tappi sull’impianto centralizzato oppure li deve saldare e chiudere nel muro? grazie

  13. Giorgio scrive:

    Buonasera, vorrei porre due quesiti:
    1) In un condominio con impianto centralizzato a gasolio, io ho fatto installare il fotovoltaico su un lastrico solare di mia proprietà, ed ho intenzione di collegare al preesistente impianto di termosifoni un chiller inverter a pompa di calore. Sono tenuto ugualmente a contribuire alle spese straordinarie della caldaia a gasolio, visto che mi sono provvisto di un impianto autonomo ad impatto ambientale zero?
    2) Nel caso in cui l’impianto centralizzato venga trasformato in uno più moderno a metano, pur non allacciandomi sono tenuto a contribuire alle spese per le canne fumarie ed altre spese connesse di utilità comune?
    Grazie in anticipo per l’attenzione

  14. maurizio scrive:

    sera io abito purtroppo in un condominio aler in pratica 30anni fa aler a venduto 40 appartamenti su 100 .specifico che io non sono un beneficiario ma o conprato lappartamento non da aler ma da un privato . vorrei sapere se possono distarcarsi 10 condomini dello stesso stabile delle spese condominiali senza recare danno allo stabile queste persone sono tutti ingegnieri e geometri aler . e perche se io mi distacco devo pagare il 30 percento delle spese e loro no se la caldaia e fatta per 100 famiglie e anche lo stabile .?? poi il riscaldamento o sempre reclamato che 60 affittatari e anche propretari anno glii infissi in legno rovinato e anno spifferri che posso dimostrare e qundi anno sempre freddo e questo anno solo di riscaldamento o dovuto pagare piu di 1600 euro piu il danno atmosferico cosa devo fare che canpino tutti glii infissi e che i 10 si sono distaccati pagano il mdanno a noi subito grazie

    • climarossi scrive:

      La compartecipazione alle spese per le parti comuni e per la gestione non è in discussione, le compete in ogni caso e il 30% è probabilmente ragionevole. In riferimento agli sprechi di chi non ha rinnovato gli infissi, è in scadenza l’obbligo di dotare i radiatori di valvle termostatiche e contabilizzare i consumi; questo indurrà chi spreca a pagare di conseguenza e chi ha provveduto a migliorare gli isolamenti a risparmiare.

  15. Anto scrive:

    Buongiorno,io abito al secondo piano di un condominio a Torino,vorrei staccarmi dal riscaldamento centralizzato(per spese elevatissime)?Le spese da sostenere per il distacco/messa a norma impianto autonomo sono elevate? Ci sono a Torino aziende in grado di effettuare il distacco?
    Grazie mille in anticipo

    • climarossi scrive:

      Il distacco, previa certificazione da parte di tecnico abilitato, ha costi estremamente diversi per diverse realtà. Ha una piantina dell’appartamento? ci sono indicati i radiatori? Come crede di riscaldare dopo il distacco? E’ disposto a fare lavori invasivi?
      Il riscaldamento può essere effettuato con elementi radianti, con termosifoni o con fan coils. La scelta dipende da molte cose. Certamente a Torino ci sono imprese capaci di effettuare il distacco. Ci mandi la piantina e le diremo qualche cosa di più.
      Cordiali saluti

  16. Massimo scrive:

    Buonasera, abito al piano rialzato di un condominio di 10 appartamenti; e’ presente da 2-3 anni l’impianto centralizzato ad acqua ( teleriscaldamento). Vorrei staccarmi dall’impianto come posso fare? Che quota rimarrebbe da pagare? Mi potrebbe dare delle indicazioni di aziende a cui rivolgermi? Abito a Verona . Grazie

    • climarossi scrive:

      Il distacco, previa certificazione da parte di tecnico abilitato, ha costi estremamente diversi per diverse realtà. Ha una piantina dell’appartamento? ci sono indicati i radiatori? Come crede di riscaldare dopo il distacco? E’ disposto a fare lavori invasivi?
      Il riscaldamento può essere effettuato con elementi radianti, con termosifoni o con fan coils. La scelta dipende da molte cose. Certamente a Torino ci sono imprese capaci di effettuare il distacco. Ci mandi la piantina e le diremo qualche cosa di più.
      Cordiali saluti

  17. dionisi franca scrive:

    non riesco atrovare un tecnico specializzato per la relazione richiesta sul distacco dal centralizzato secondo la nuova normativa . la vostra ditta sarebbe disposta a farlo? abito a roma mobtesacro.

  18. dionisi franca scrive:

    non riesco atrovare un tecnico specializzato per la relazione richiesta sul distacco dal centralizzato secondo la nuova normativa . la vostra ditta sarebbe disposta a farlo? abito a roma montesacrotesacro.

  19. Antonio's scrive:

    Buonasera, il fatto che sia espressamente previsto nel regolamento di condominio che nessun condomino può rinunziare all’uso del riscaldamento centralizzato è limitante e negativamente decisivo, nonostante una perizia effettuata da tecnico abilitato che prova e certifica l’inesistenza di squilibri tecnici e il non aggravio di spese per gli altri condomini, per il distacco dall’impianto centralizzato in autonomia? Grazie

    • climarossi scrive:

      Non faccio l’avvocato, quindi la mia opinione vale come tale. So che nessun regolamento ha valore se contrario alla legge e la legge riconosce il diritto al distacco, salvo dovere partecipare alle spese comuni. Se crede ne parli con il suo avvocato, certamente ha più titolo di me nel suggerirle come comportarsi

  20. Gio scrive:

    Buongiorno, mi sono distaccata dal riscaldamento centralizzato ormai da più di 10 anni e il condominio, fino ad oggi, mi ha sempre richiesto comunque il pagamento del 40% delle spese di consumo nonostante io abbia presentato relazione tecnica a dimostrazione che nel mio appartamento (attico con lastrico solare al piano di sopra) non si raggiungeva la temperatura minima di 18°. Da oggi con la nuova legge posso non pagare più le spese di consumo ? la perizia redatta 10 anni fa è sempre valida ? Grazie e buona giornata.

    • climarossi scrive:

      La legge riconosce il diritto al distacco. Circa la quota che il condominio le addebita, mi pare piuttosto pesante, solitamente ci si limita ad un 30%.
      In realtà lei deve continuare a pagare la quota di consumo relativo alle parti comuni ed alle dispersioni dell’anello del riscaldamento; oltre a questo deve pagare la quota di manutenzione o di interventi straordinari.

  21. francesca scrive:

    sono una condomina ho chiesto il distacco dal riscaldamento centralizzato con lettrea raccomandata e perizia tecnica, l’amministratore mi ha risposto con lettera a mano tramite il tecnico autorizzandomi al distacco dovendo pagare il 30°/°delle spese di gasolio oltre quelle di manutenzione. ho urgenza di risposta, grazie.

    • climarossi scrive:

      Il 30% del costo del gasolio più le spese di manutenzione mi pare troppo. La legge parla di costi di manutenzione o di rinnovamento impianti. Niente di più.faccia riferimento alla legge. Il testo della legge cita:” Il condomino puo’ rinunciare all’utilizzo dell’impianto
      centralizzato di riscaldamento o di condizionamento, se dal suo distacco non derivano notevoli squilibri di funzionamento o aggravi di spesa per gli altri condomini. In tal caso il rinunziante resta tenuto a concorrere al pagamento delle sole spese per la manutenzione straordinaria dell’impianto e per la sua conservazione e messa a norma».” Resta certamente discutibile il fatto che ci sono delle parti comuni e che probabilmente sono riscaldate e di questo le potrà essere attribuita quota di consumo; ogni realtà ha sue caratteristiche e le considerazioni che facciamo su questo blog sono generiche.

  22. Giorgio scrive:

    Chiedo scusa, ma sicuramente per una svista non ho avuto alcuna risposta al mio post del 9 novembre, che ad ogni buon fine riporto qui di seguito:
    “Buonasera, vorrei porre due quesiti:
    1) In un condominio con impianto centralizzato a gasolio, io ho fatto installare il fotovoltaico su un lastrico solare di mia proprietà, ed ho intenzione di collegare al preesistente impianto di termosifoni un chiller inverter a pompa di calore. Sono tenuto ugualmente a contribuire alle spese straordinarie della caldaia a gasolio, visto che mi sono provvisto di un impianto autonomo ad impatto ambientale zero?
    2) Nel caso in cui l’impianto centralizzato venga trasformato in uno più moderno a metano, pur non allacciandomi sono tenuto a contribuire alle spese per le canne fumarie ed altre spese connesse di utilità comune?”
    Rimango in attesa, grazie

  23. Francesco scrive:

    Buonasera ho un negozio in un condominio dove c’è’ il riscaldamento centralizzato. Vorrei staccarmi definitivamente. Da dove inizio? Devo interpellare un termotecnico o un geometra? In quale forma poi devo presentare tutta la documentazione alla mm condominiale? Vorrei sapere dettagliatamente tutta la procedura per non avere poi contestazioni di nessun genere. Grazie molte per la risposta

  24. Fabio scrive:

    Buona sera,
    Ho comunicato oggi all amministratore la mia intenzione di staccarmi dall impianto centralizzato in quanto non fiasco più a far fronte alle rekative spese. La crisi ha colpito anche la mia famiglia. Abbiamo recentemente sostituito la caldaia condominiale per un importo medio a famiglia di 2500€. Sono al limite!
    Vorrrei sapere se posso togliere i termosifoni da me è mettere dei tappi ed evitare la relazione tecnica perché so che si aggira sui 1500€.
    In quanto all aggravio per gli altri condomini citato dall articolo, mi potete dire in effetti di cosa si tratta perché non capisco se sivriferisce alla quota di riscaldamento che non verrei a pagare più o altri costi.
    Sapreste semmai indicarmi un tecnico per la perizia in zona Roma nord?
    Grazie 1000

    • climarossi scrive:

      La legge è chiara e prescrive che si fornisca relazione tecnica al condominio; il suo costo è una variabile che però dovrebbe essere molto più contenuta di quanto Lei riferisce. Le spese cui fa riferimento immagino siano gli eventuali aggravi dovuti al distacco; probabilmente non ci sono.

  25. carmine scrive:

    Sono tenuto a pagare le spese di conguaglio della fattura di gas 2011-2012-2013 considerato che per gli anni 2011-2012 l’impianto di riscaldamento della mia unità immobiliare è stato distaccato per lavori di ristrutturazione. Si fa presente che per il 2011, 2012 e 2013 il sottoscritto ha pagato regolarmente le quote condominiali onnicomprensive delle quote per il riscaldamento (consumo e manutenzione)?

    • climarossi scrive:

      Non posso dire se lei sia tenuto o meno a pagare le spese, ma temo di si. La legge prevede che il distacco, previa certificazione e comunicazione , dia diritto a non partecipare ai consumi, ma solo alle spese di manutenzione ordinaria e/o straordinaria; non mi pare che lei si sia staccato dall’impianto e non mi pare che lei abbia adempiuto agli obblighi derivanti dalla legge, ma questa è solo una mia congettura. Potrebbe forse discutere con l’assemblea per essere esonerato almeno da una quota dei consumi, ma temo che sia a discrezione dell’assemblea stessa.
      Cordiali saluti
      FR

  26. Fabrizio scrive:

    Buonasera,

    vivo al 2° piano di un grosso condominio di 20 appartamenti e 11 piani. Ad oggi il riscaldamento è centralizzato e a Gasolio. Visto che sono spesso via per lavoro, credo che sia uno spreco enorme il fatto che il mio riscaldamento vada in ogni caso, nè considero giusto dover pagare per questo spreco. Proprio ieri ho letto una circolare dell’amministratore che spiegava che in futuro verranno installate delle valvole sui sifoni che consentiranno una gestione autonoma del calore e conseguentemente una più idonea ripartizione dei costi per singolo condomino, il tutto pur restando con l’impianto centralizzato. Volevo chiedere se a fronte di questa novità converrebbe propendere in ogni caso per un riscaldamento totalmente autonomo oppure no.

    Grazie

    Fabrizio

    • climarossi scrive:

      Certamente con le valvole termostatiche potrà risparmiare. Naturalmente, se,come suppongo, ha un impianto a radiatori e non a pannelli, un impianto autonomo darebbe vantaggi ancora più importanti sia dal punto di vista dei costi di gestione che dal punto di vista della qualità, non essendo più vincolato agli orari di accensione e spegnimento.
      La difficoltà del distacco è da valutare nello specifico

  27. Luca scrive:

    Buongiorno, vorrei staccarmi dall’impianto centralizzato (anche se dotato di valvole termostatiche e contabilizzatori di calore) in quanto la spesa è comunque eccessiva (per un appartamento, ultimo piano di 125 mq siamo all’incirca sui 2000-2300 euro di riscaldamento)
    staccandomi quali spese dovrei affrontare? (tralasciando caldaia a condensazione e opere murarie-idrauliche)
    Grazie

    • climarossi scrive:

      La prima spesa che dovrà affrontare è quella di un tecnico per la relazione che certifichi al condominio che non avrà aggravi di spesa o problemi di funzionamento, quindi, realizzate le opere, dovrà continuare a pagare la sua quota di manutenzione ordinaria e straordinaria.
      Normalmente il condominio risolve la cosa addebitando il 30% dei costi relativi al riscaldamento, ma è improprio. La legge cita, come avrà potuto leggere nell’allegato pubblicato in precedenza, che il condomino che si distacca è tenuto a concorrere alle spese di manutenzione e non di consumo energetico.

  28. Maurizio scrive:

    Buonasera;

    Avrei bisogno di un’informazione; Abito all’attico di un condominio n. 9 piani e 24 interni. Per il distacco dall’impianto centralizzato ho letto che devo fare riferimento alla legge n.220, il tecnico che deve eseguire la relazione deve avere delle abilitazioni specialistiche, oppure va bene un tecnico abilitato ad esempio Perito Industriale Edile?

    La relazione che deve eseguire fa ancora riferimento all’articolo 28 della legge 9 gennaio 1991,n.10? attestante la rispondenza alle prescrizioni in materia di contenimento del consumo energetico degli edifici?

    Oppure basta una relazione asseverante che la modifica all’impianto no crea danni al condominio?
    Aspetto Vs gradito riscontro.

    Cordiali Saluti
    Maurizio.

    • climarossi scrive:

      Il tecnico che redige la relazione deve essere abilitato alla progettazione degli impianti in oggetto e la relazione deve attestare che non si creano danni all’impianto condominiale.

  29. Buon giorno,abito in un condominio di sei appartamenti con riscaldamento centralizzato,in quattro abbiamo deciso di staccarci uno non partecipa alle assemblee e non paga le quote,in questo caso è necessario un certificato del tecnico?

    • climarossi scrive:

      La legge parla molto chiaramente e la perizia è necessaria per ogni unità. Vista la situazione io valuterei un accordo con il quinto condomino solvibile e renderei autonoma ogni unità.

  30. giuseppe scrive:

    salve abito in un condominio di circa 24 appartamenti divisi in due palazzine ma supportati da una sola caldaia a metano. vorrei distaccarli e diventare autonomo cosa devo fare, preciso che abito al piano rialzato.

    grazie

  31. maria scrive:

    Buongiorno.
    Possiedo un appartamento in un complesso residenziale in cui è presente il sistema di teleriscaldamento, sia per acqua sanitaria che per riscaldamento e raffrescamento.
    Il sistema è alimentato esternamente da condutture di gas metano e non da energie rinnovabili come si auspica con l’istallazione di questo nuovo sistema.
    Ciò ha infatti generato costi esagerati di gestione che vengono bimestralmente attribuiti in bolletta, giustificati dalla società con costi esagerati di consumo effettuato che non rispettano assolutamente alcun paramentro nè regionale, nè nazionale, aumentandoli a dismisura.
    Essendo che si tratta di una società locale che coincide con chi gestisce il condominio intero, la tutela del condomino è venuta meno.
    Perciò da sola sto cercando di fare battaglia e pretendere di distaccarmi dal teleriscaldamento e riuscire ad effettuare l’attacco del metano (di cui il complesso è provvisto solo per gli ultimi plessi costruiti).
    Atto di compravendita e contratto con la società prevedono il distacco comunicato almeno 2 mesi prima della data di scadenza del contratto, annualmente rinnovato automaticamente.
    Vorrei dunque sapere se è necessaria la maggioranza dei condomini per portare il metano, e se posso intervenire in facciata con la posa delle tubazioni, essendo che nel piano interrato è presente un centro commerciale e se dal distacco dal sistema di teleriscaldamento, anche se mal gestito son costretta a pagare spese di gestione e manutenzione.
    Ma soprattutto se è lecito da parte di una società locale aumentare a piacimento il costo a kW del consumo effettuato.
    Scusi il commento prolisso, ma è una situazione molto complicata.
    Spero in un suo aiuto.
    La ringrazio anticipatamente.
    Maria

    • climarossi scrive:

      Premetto che ho un ruolo di operatore nel settore e la mia conoscenza è più volta al lato tecnico che regolamentare.
      Come avrà potuto leggere nel mio sito è stata pubblicata la legge che fa riferimento al distacco da sistemi centralizzati di riscaldamento. Il teleriscaldamento è di fatto un contratto tra il fornitore e l’utente. Nel suo caso, come nella maggior parte dei casi, si tratta di fornitura di fluido caldo a un condominio, cioè a una società di persone. Vi è pertanto un contratto di fornitura che ha certamente una scadenza. Alla scadenza naturale del contratto, di solito di uno o due anni, non ci sono problemi a rescindere il contratto e lei dovrà, a mio parere, staccarsi dall’impianto come se fosse un impianto centralizzato del condominio e comunicarlo al condominio che si muoverà di conseguenza. Non essendoci centrale comune e quindi spese di manutenzione, direi che non avrà più a sostenere spesa alcuna per il riscaldamento, diversa da quella che corrisponderà alla sua nuova fonte di riscaldamento. Se volesse staccarsi prima della naturale scadenza del contratto, sono propenso a credere che ne avrebbe titolo, ma è solo un parere personale costruito sulla evidente consuetudine della magistratura a proteggere la parte debole che in questo caso è evidentemente il fruitore. Un parere più autorevole potrebbe esserle dato da un avvocato.
      In riferimento al quesito sul metano, sono portato a credere che se lei fosse sola nel volersi staccare dalla fornitura di calore, potrebbe valutare soluzioni alternative che non hanno necessità di metano. Ci sono pompe di calore elettriche che hanno prestazioni superiori alla caldaia a gas metano e che quindi hanno costi di gestione inferiori.

  32. Mauro scrive:

    Salve, sono il titolare di un negozio di parrucchiere di proprietà con riscaldamento a pavimento condominiale e acqua calda condominiale al piano terra … Vorrei staccarmi dal condominio solo per
    Il riscaldamento perché ho troppo caldo raggiungiamo anche 30º in inverno con phon accesi ecc… Sono già fornito di pompa di calore e conditioning .Ho 2 domande
    la 1º pago 1150 euro l’anno ,devo dare un fisso ugualmente al condominio se mi stacco ? ho sentito parlare di un 30% .perché pagare questa quota?..cosa che non vorrei pagare perché non usufruisco più , le spese che mi toccano sono se rompe la caldaia vero? ?che parametri li decide questa percentuale da dover dare questo fisso? Lei conosce un termotecnico a bologna?
    2º domanda ma se i 75º percento dei condomini si staccano dal condominio , chi rimane attaccato va a pagare molto di più del duo solito?attendo risposta
    Cordiali saluti
    Grazieee in anticipo

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