UN IMPIANTO DI CLIMATIZZAZIONE PER UN HOTEL, MA NON SOLO

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L’attenzione alla sostenibilità ambientale riscontra interessi sempre più estesi nelle realizzazioni di impianti di condizionamento civile e industriale.

Le prestazioni energetiche degli impianti sono oggetto di attenzione crescente con il continuo crescere dei costi di carburanti ed energia elettrica.

L’impiego di sistemi di riscaldamento e di refrigerazione costituiti da pompe di calore a flusso variabile di refrigerante, VRF, consente di ottenere consistenti vantaggi dal punto di vista dei consumi energetici, dal punto di vista delle emissioni inquinanti e dal punto di vista dell’integrazione degli stessi impianti in fase di costruzione o ristrutturazione.

Possiamo effettuare una più dettagliata analisi di quanto sopra affermato:

Un impianto VRF viene normalmente azionato da energia elettrica (ma talvolta da motori endotermici a gas metano o GPL) che è disponibile senza produrre inquinamento locale, problema che in città è sempre più oggetto di attenzioni ed è ispiratore di regolamenti spesso poco graditi come ad esempio in Milano l’istituzione dell’area C a pedaggio. La stessa energia elettrica può essere fornita da impianti a basso impatto, semplicemente scegliendo il fornitore del servizio, oppure autoprodotta con sistemi fotovoltaici che ad oggi sono ancora oggetto di finanziamenti pubblici.

Le prestazioni di questo genere di impianti sono sempre più alte in termini di rapporto tra energia termica trasferita e energia consumata; nonostante i notevoli rincari dei costi energetici un buon impianto VRF è in grado di fornire temperatura in inverno a costi convenienti, è in grado di fornire fresco a costi molto convenienti ed oggi può tranquillamente essere produttore di acqua calda sanitaria a costi altrettanto convenienti.

Altro grande vantaggio di questo genere di impianti è determinato dall’integrabilità con sorgenti di energia geotermica, ove possibile e realizzabile.

Per finire alcune delle  caratteristiche che rendono questo genere di impianti il sistema spesso più gettonato dai progettisti sono lo spazio contenuto delle tubazioni del refrigerante, quindi la facilità di inserimento nel contesto edilizio, la versatilità dello stesso che può gestire terminali canalizzabili, mobiletti a pavimento, unità a parete, ma anche terminali idronici per, ad esempio, pavimenti o soffitti radianti o per una cantina vini con severe necessità di controllo del clima; tutto gestibile separatamente, con controlli locali piuttosto che controlli centralizzati e interfacciabile con sensori di contatto sulle aperture, sensori di presenza o chiavi elettroniche, e talvolta sono in grado di raffrescare in una tale zona e nel contempo riscaldare in un’altra, recuperando il calore di queste operazioni opposte.

Tutto questo rende il sistema VRF un modello perfettamente calzante alle esigenze di un Hotel che potrà gestire separatamente le condizioni climatiche in ogni singolo locale da una postazione centrale, potrà subordinare ad esempio il raffrescamento alla chiusura delle finestre del singolo ambiente, potrà eventualmente raffrescare una sala conferenze quando magari sarà necessario riscaldare le camere; non dovrà avere canne fumarie ed avrà infine un bilancio energetico conveniente.

 

Posted on 16 febbraio 2012

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